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martedì 20 dicembre 2016

OGNI FINE E' UN NUOVO INIZIO

ATTENZIONE IL POST PUO' RISULTARE STUCCHEVOLE. MA QUESTO E'.
PERCUI SE CONTINUATE A LEGGERE, NON POTETE DIRE CHE NON VI AVEVO AVVISATO.
Oggi si è chiuso un capitolo della mia vita.
Ho portato via tutta la mia roba.
Non è rimasto più niente di mio.
Invece no, qualcosa resterà in quel palazzo, un pezzo di me, della mia vita.
Un pezzo di cuore.
Sicuramente è rimasta la fatica, lo studio, l'intestardimento, lo sfinimento.
Le persone.
Quelle conosciute appena, quelle ignorate, quelle non capite.
Persone apprezzate, stimate. Amici. Fari.
Nomi. Gesti. Azioni. Azioni mancate.
Soddisfazioni, delusioni, riconoscimenti, amarezze.
Tutti mi hanno lasciato qualcosa, un arricchimento personale, umano, professionale.
Un convincimento più saldo.
Me ne vado più forte, più adulta.
Meno indulgente, meno ingenua.
Più concreta, più lucida.
Libera.
E di questo ringrazio tutti.
La Provincia è stata la mia "casa", un'istituzione di cui ho condiviso il fine.
Lascio l'ente nel momento forse più complicato, ma non smetterò mai di sentirmi "provinciale", di difenderne il principio, il senso.
Di questa amministrazione (politicamente intesa) non ho apprezzato nulla, sopratutto non ho colto il senso di tutela del territorio.
Forse per aver sposato (loro) lo spirito della riforma.
Liquidatori.
Sicuramente hanno liquidato il mio sentirmi parte di un progetto di governo del territorio, di tutela di una collettività.
E sono andata avanti per inerzia, per un senso del dovere che viene dalla famiglia, dall'educazione, dalla cultura, che qualcuno ha anche definito eccessivo. Ma questa sono.
Ma "domani è un altro giorno".
Altre strade, altre esperienze.
Io ci sono. Non mollo mai.




giovedì 12 novembre 2015

Indignatamente #senzaprovince

Amo il mio lavoro, profondamente.
Sono perfettamente consapevole del ruolo della Pubblica Amministrazione, delle finalità del “mio” Ente prima della Legge Delrio e (purtroppo) di quello attuale.
Ho scelto di restare in quella che ritengo “la mia casa lavorativa” che rispetto profondamente.
Per questo motivo mi indigno oltremodo davanti a quei gesti, fatti, azioni eseguiti da pubblici dipendenti che delegittimano la PA e tutto il sistema.
Non posso fare a meno di vergognarmi per loro e di dichiarare il forte disprezzo che provo.
Vili e goffi ometti. Incapaci. Servi.

Basta coi consigli degli “amici”
i deterrenti avvisi dei mafiosi
i favori interessati
e gli scambi delle cortesie.
Basta coi Ponzi Pilati
che a vicenda si lavano le mani
per uscirne più puliti che si possa
mentre scavano la fossa
dove insabbiar le prove
e i testimoni
prima dell’inutile irruzione
della polizia
prima che il diluvio ci travolga
tutti, e ci porti via
Marco Onofrio, Emporium. Poemetto di civile indignazione, Roma, EdiLet, 2008

martedì 10 novembre 2015

#senzaprovince , ovvero dell'interpretazione creativa

...
"E chi lo dice?"
"La legge!"
"Boh"
Ma insomma, la legge deve essere il binario del tuo lavoro altrimenti, se volevi usare la fantasia, andavi a fare il pittore!

Così più in generale accade che:
1) si ignora bellamente la legge o meglio, la si interpreta creativamente,
2) successivamente si cambiano le carte nel tentativo di ripristinare una legalità mai sentita,
3) si mantengono i privilegi accordati in base all'interpretazione creativa.

In un paese normale ripristini la legalità o perseguiti nell'errore difendendolo

COERENZA questa sconosciuta...

Per questo, dedico ai miei colleghi, con cui condivido questa misera lottizzazione, la bellissima poesia di Fernando Pessoa

Di tutto restano tre cose:
la certezza
che stiamo sempre iniziando,
la certezza
che abbiamo bisogno di continuare,
la certezza
che saremo interrotti prima di finire.
Pertanto, dobbiamo fare:
dell’interruzione,
un nuovo cammino,
della caduta,
un passo di danza,
della paura,
una scala,
del sogno,
un ponte,
del bisogno,
un incontro.



giovedì 11 dicembre 2014

"Noi calabresi siamo l'oltre" (cit.)

sottotitolo "perchè è la gente che fa la storia"
Devo ammetterlo: odio i post/tweet smielati, le stordite adorazioni di panorami, soprattutto di quelli marini.
Mi sconcerta, poi, se a scriverlo è un account istituzionale.
O forse, più semplicemente, è proprio questo che me lo rende intollerante.
Ora, il mare è nell'essenza stessa dell'uomo. È ancestrale. Non può lasciare indifferenti. Ancor di più se in un posto di mare ci nasci. Se poi però te lo spiattellano

giovedì 20 novembre 2014

VIJU U LUPU E CERCU A PEDATA





I detti antichi sono sempre i più efficaci per esprimere con poche parole ciò che si intende dire. In questo caso mi riferisco ai danni prodotti da nord a sud dagli eventi metereologici. Bisogna essere ciechi e sordi per non comprendere gli allarmi che Madre Natura ci sta inviando. Bisogna essere incoscienti o ignoranti a solo pensare

giovedì 9 ottobre 2014

Nuova (?) Provincia

Oggi a Parma si vota (si fa per dire) per la nuova “Provincia”.
Ora a parte le valutazioni sull'utilità o meno dell’ente, due sono le considerazioni che faccio:
1) questione del voto: questa meravigliosa riforma Del Rio ha tolto ai cittadini il diritto di voto attribuendolo ai loro rappresentanti presso un altro ente, il Comune appunto, diverso per ambito territoriale e per finalità, sulla presunzione che il voto dei votati sia uguale al voto dei votanti.

2) questione della rappresentatività: saranno eletti e quindi chiamati a tutelare gli interessi dei cittadini di tutta la provincia i sindaci dei comuni del territorio. Ora la domanda che mi sorge spontanea è la seguente: il futuro presidente, sindaco del comune X perché eletto dai cittadini di quel comune e pertanto deputato a tutelarne gli interessi, potrà ben tutelare anche gli interessi dei cittadini di altri comuni che presentano problematiche diverse e bisogni anche configgenti con quelli dei suoi elettori?

lunedì 6 ottobre 2014

Ecomostri

Ecomostri .... sarà il prossimo argomento tra pochi giorni ... intanto posto questo articolo uscito sul corriere della sera con una galleria fotografica che definire inquietante è dire poco ...
Anche a "chi paisi" abbiamo un cosiddetto ecomostro che, forse dovrebbe essere abbattutto. Peccato però che ogni tanto, persone superlaureate, con il dottorato di ricerca e con attività universitaria alle spalle (quindi con un curriculum studiorum certamente migliore del mio, visto che mi sono solo laureata) da un lato, apparentemente, usano la parola "ecomostro" in maniera formalmente corretta, ma dall'altro si "dimenticano" di spiegare alla popolazione cosa sia un piano paesaggistico,  uno strumento urbanistico, perchè gli "ecomostri" vengono considerati tali rispetto ad altre opere o insediamenti che, magari pur non avendo un gradevole impatto ambientale o paesaggistico, tecnicamente non lo sono (o non dovrebbero esserlo). Intanto rifatevi gli occhi con questa galleria, di grande bellezza artistica ... non c'è che dire. E come sempre, STAY TUNED!
http://www.corriere.it/reportage/cronache/2014/da-milano-a-palermo-viaggio-fotografico-a-caccia-di-ecomostri/