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mercoledì 27 gennaio 2016

Sulla NON memoria

Forse il modo migliore per celebrare il giorno della Memoria è guardare in faccia la realtà, ciò che accade attorno a noi.
Perché se ancora discriminiamo, isoliamo, non accogliamo, disprezziamo il diverso e lo straniero, se ci sono ancora bambini e uomini che muoiono scappando da guerre e stermini, se ancora pensiamo che ci siano persone che non hanno dignità e uguali diritti e se legittimiamo tutto questo in nome di una qualsivoglia ideologia, allora abbiamo davvero dimenticato.
Le Cri - Extermination de femmes et d'enfants innocents
The Cry – Extermination Of Innocent Women And Children - David Olère

Prima vennero i disabili, gli omosessuali, poi fu la volta di chi la pensava diversamente, di chi credeva in un altro dio. 
Vennero portati nei campi di sterminio e RIDOTTI IN CENERE.

Francesco Guccini, La Canzone del Bambino nel Vento

Son morto con altri cento,
son morto che ero bambino,
passato per il camino
e adesso sono nel vento
e adesso sono nel vento

martedì 17 novembre 2015

Escher, il libero pensiero e Pentedattilo

M. C. Escher, Giorno e Notte, 1938, xilografia
Il libero pensiero: l'identità dell'origine, la diversità della conclusione, fino all'estremo suo opposto. E ancora, il suo stravolgimento.
E' questo quello a cui penso guardando quest'opera.
Possiamo affermare tutto e il contrario di tutto.
Questo è il valore.
Ma forse ancora più grande è l'accettazione del pensiero altrui, di un pensiero diverso.

Escher, prima di descrivere il suo mondo interiore, ha immortalato luoghi della Calabria, oltre che dell'Italia, che lo affascinavano particolarmente. Tra questi Pentedattilo, antico borgo dell'area grecanica (Melito P.S. provincia di Reggio Calabria).
Il nome deriva dal greco penta e daktylos, cinque dita. 
Posto affascinante e misterioso.

Così lo descriveva Edward Lear:
"all'apparire di Pentedattilo è perfettamente magico, e ripaga qualunque sacrificio fatto per raggiungerlo.
Selvagge sommità di pietra spuntano nell'aria, aride e chiaramente definite in forma (come dice il nome) di una mano gigantesca contro il cielo, le case di Pentedattilo sono incuneate all'interno delle spaccature e dei crepacci di questa piramide spaventosamente selvaggia, mentre tenebre e terrore covano sopra l’abisso attorno alla più strana abitazione umana."

M. C. Escher,  Pentedattilo, Calabria, 1930


Le foto sono state concesse dagli amici Debora a Piccolo e Michele Zirillo

martedì 28 luglio 2015

Senza Stato

Tanto è stata postata che è diventata vera la storiella delle tasse come la brioscina del bambino mangiata dallo Stato.
E dunque, mentre prima le "famigerate" tasse servivano a restituire ai cittadini sanità cultura servizi pubblici, ora siamo #‎SenzaServiziPubblici #‎SenzaSanita #‎SenzaCultura #‎SenzaStato #‎SenzaProvince (e fra poco anche #‎SenzaComuni) #‎SenzaCittadinanza #‎SoloTasse
Ed è così che la legge del web divenne Legge dello Stato (mi ostino ancora a scriverlo con la maiuscola!).
E vissero tutti infelici e tassati.
Auguri

per i lettori, così per riflettere un brano da 
Le catene della schiavitù  di Jean-Paul Marat
Importa che ci siano nello Stato degli uomini che tengano senza sosta gli occhi aperti sul gabinetto, che seguano le brighe del governo, che svelino i suoi progetti ambiziosi, che suonino gli allarmi agli approcci della tempesta, che risveglino la nazione dalla sua letargia, che le scoprano l’abisso che si scava sotto i suoi passi, e s’appressino a notare colui sul quale deve cadere l’indignazione pubblica. Così la più grande disgrazia che possa arrivare a uno stato libero, dove il principe è potente e intraprendente, è che non ci siano né discussione pubblica, né effervescenza, né partiti. Tutto è perduto quando il popolo diventa di sangue freddo, e quando, senza inquietarsi per la conservazione dei suoi diritti, non prende più parte agli affari: mentre si vede la libertà uscire senza sosta dai fuochi della sedizione.