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mercoledì 27 gennaio 2016

Sulla NON memoria

Forse il modo migliore per celebrare il giorno della Memoria è guardare in faccia la realtà, ciò che accade attorno a noi.
Perché se ancora discriminiamo, isoliamo, non accogliamo, disprezziamo il diverso e lo straniero, se ci sono ancora bambini e uomini che muoiono scappando da guerre e stermini, se ancora pensiamo che ci siano persone che non hanno dignità e uguali diritti e se legittimiamo tutto questo in nome di una qualsivoglia ideologia, allora abbiamo davvero dimenticato.
Le Cri - Extermination de femmes et d'enfants innocents
The Cry – Extermination Of Innocent Women And Children - David Olère

Prima vennero i disabili, gli omosessuali, poi fu la volta di chi la pensava diversamente, di chi credeva in un altro dio. 
Vennero portati nei campi di sterminio e RIDOTTI IN CENERE.

Francesco Guccini, La Canzone del Bambino nel Vento

Son morto con altri cento,
son morto che ero bambino,
passato per il camino
e adesso sono nel vento
e adesso sono nel vento

domenica 15 novembre 2015

#PrayforWorld

"se la pace non e’ dentro di noi non sara’ mai da nessuna parte".

Ecco io preferisco ricorrere a Tiziano Terzani, alle sue parole profondamente consapevoli.
Qualcuno lo ha definito un "invasato", io non lo credo. Ma anche se così fosse, meglio un invasato pacifista che guerrafondaio (di questi il mondo ne ha conosciuto e ne conosce troppi!).

"Non si tratta di giustificare, di condonare, ma di capire. Capire, perche’ io sono convinto che il problema del terrorismo non si risolvera’ uccidendo i terroristi, ma eliminando le ragioni che li rendono tali.
...
Perche’ non rivediamo la nostra dipendenza economica dal petrolio? Perche’ non studiamo davvero, come avremmo potuto gia’ fare da una ventina d’anni, tutte le possibili fonti alternative di energia?
...
Guarda un filo d’erba al vento e sentiti come lui. Ti passera’ anche la rabbia. Ti saluto, Oriana e ti auguro di tutto cuore di trovare pace."

Il testo completo lo trovate qui
Consiglio la lettura anche solo per stimolare il proprio senso critico.

venerdì 11 settembre 2015

Guernica


Gerarca nazista: "ha fatto lei questo orrore?"
Picasso: "No, è opera vostra."

Guernica è oggi.

Sconvolge l'attualità di quest'opera, il dolore, la disperazione generati dall'uomo.
La perdita di umanità, la supremazia della violenza sono gli stessi che, come allora, hanno portato all'odio sociale, all'accettazione dell'annullamento dei diritti in cambio di piccoli e miseri privilegi.
La disperazione urlata della madre è la disperazione di tutte le madri, una pietà che attraversa i secoli.


Troppo spesso dimentichiamo chi siamo stati.
Smarriamo la rotta.
L'inumanità ci sta annullando

ps: la foto della Pietà e di Robert Hupka, dal sito http://michelangelobuonarrotietornato.com/